In tutta Italia migliaia di persone si riuniscono per riflettere sulla pace

Da Bologna a quattro città collegate, la gente si è riunita di persona e online mentre Prem Rawat invitava il pubblico a guardare oltre le idee sulla pace e a farne esperienza diretta.
6 Agosto 2026
Four cities in Italy

} 4 Minuti di lettura

Nei mesi che hanno preceduto lo straordinario evento di Prem Rawat del 20 giugno a Bologna, le letture pubbliche del suo libro “Respira, vivi!” hanno suscitato un entusiasmo senza precedenti nelle comunità di tutta Italia.

Dalle vie barocche di Lecce a un comune collinare della Sicilia, da un centro culturale sardo a un borgo incastonato nelle Alpi, organizzatori locali, bibliotecari e responsabili civici che conoscevano poco o niente di Prem Rawat si sono riuniti.
Insieme hanno approfondito il suo pensiero e il modo in cui aiuta ognuno a ritrovare la propria pace interiore.

Il loro apprezzamento per il libro di Prem Rawat rispecchia il desiderio di comprendere meglio ciò che accomuna tutti gli esseri umani, andando oltre la politica, la religione e i confini geografici. Ed è stato proprio il sincero entusiasmo e il genuino interesse delle persone in queste località remote a ispirare Prem Rawat a proporre che quelle quattro città (Lecce, Forza d’Agrò, Poggio dei Pini e Crodo) si unissero all’evento di Bologna via livestream il 20 giugno. L’impatto? Ha trasformato la serata in una celebrazione diffusa di connessione, speranza e pace interiore.

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Silvia Ficini, coordinatrice dell’evento, racconta i retroscena che hanno portato Prem Rawat a essere invitato a parlare a Bologna. (2:03)

Come Prem Rawat ha conquistato più di 50.000 persone

Rivolgendosi a un pubblico sul posto di 1.600 persone e a oltre 50.000 che assistevano via livestream, Prem Rawat ha approfondito uno dei temi più semplici e fraintesi dell’umanità: la pace.

Sebbene tutti conoscano questa parola, ha spiegato, pochi sanno davvero cosa sia per propria esperienza diretta: non come teoria o concetto, ma come realtà da toccare con mano.

Per tutta la serata, Prem Rawat ha invitato il pubblico ad andare oltre le proprie supposizioni e convinzioni di una vita, incoraggiandolo invece a sperimentare in prima persona la realtà della pace interiore.

Audience members applaud during Prem Rawat’s event in Bologna, Italy

Vedere solo una parte del quadro

Per illustrare quanto facilmente le persone scambino la comprensione parziale per conoscenza completa, Prem Rawat ha raccontato la classica storia dei cinque ciechi che incontrano un elefante per la prima volta. Ognuno aveva toccato una parte diversa dell’animale: la proboscide, la coda, la zampa, l’orecchio e la zanna, e si era convinto che quello che aveva toccato rappresentasse l’intero elefante

Incapaci di conciliare le loro diverse esperienze, i cinque ciechi iniziarono a litigare, ognuno convinto di essere l’unico ad aver ragione. Suona familiare?

La storia è servita come efficace promemoria del fatto che gli esseri umani spesso si approcciano alla pace più o meno allo stesso modo. Ci facciamo delle opinioni basate sulla nostra esperienza limitata e poi le difendiamo tenacemente, mentre la realtà più grande rimane inesplorata.

La vera comprensione, ha suggerito Prem Rawat, non arriva con supposizioni e dibattiti, ma attraverso la conoscenza interiore.

Illustration of five blind men each touching a different part of an elephant

La ricerca che porta dentro

Oggi come oggi, la vita moderna incoraggia la maggior parte delle persone a cercare soluzioni all’esterno. Le nuove tecnologie promettono di ottimizzare la nostra esistenza, rendendola più semplice, veloce e connessa.

Pur riconoscendo i notevoli progressi compiuti dall’umanità, Prem Rawat ha osservato che nessuna tecnologia può offrire ciò che ognuno, in ultima analisi, sta cercando: l’autentica esperienza dell’appagamento.

La tecnologia non è la soluzione per l’essere umano perché la tecnologia viene dagli umani. E tutti gli errori per cui gli esseri umani sono famosi sono integrati nella tecnologia stessa.

— Prem Rawat

Fare spazio a qualcosa di nuovo

Uno dei temi ricorrenti della serata è stato quello dell’umiltà.

Utilizzando la semplice immagine di un secchio pieno, Prem Rawat ha spiegato che non si può aggiungere nulla di nuovo finché non c’è spazio per riceverlo. Allo stesso modo, sperimentare la vera pace inizia con la volontà di ammettere che forse non la comprendiamo ancora del tutto.

La sola vera saggezza è sapere che non sai niente

— Socrate

Invece di vedere l’umiltà come una debolezza, l’ha descritta come un atto di coraggio. La persona più forte, ha fatto notare, è quella che sa dire onestamente di non sapere.

Serve una grande persona… una persona forte, una persona coraggiosa, una persona intelligente per dire: Non so, ma voglio sapere. Puoi mostrarmelo? Posso fare esperienza della pace? Posso fare esperienza della gioia?

— Prem Rawat

A man walks through a historic street in Bologna, Italy

Una gioia che non dipende dalle circostanze

Nella sua presentazione di Bologna, Prem Rawat ha fatto anche la distinzione fra felicità e gioia, due esperienze che le persone spesso confondono.

La felicità, ha spiegato, dipende spesso dalle cose che vanno per il verso giusto, dall’ottenere ciò che vogliamo e quando lo vogliamo. La gioia, invece, è diversa. È un’esperienza che rimane presente anche quando le mutevoli circostanze della nostra vita si fanno difficili.

La gioia non è legata alle circostanze. Non è condizionata. Non dipende dalla nostra abilità di orchestrare i singoli dettagli della nostra vita. Al contrario, nasce da qualcosa di molto più profondo dentro di noi, una sorgente sotterranea di energia vitale, e non da qualche geyser che ribolle sulla superficie della nostra esistenza.

È uno stato dell’essere, non uno stato mentale.

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Brano tratto da ‘Scopri la vita’, con Prem Rawat, Bologna, 20 giugno (1:03)

Ricordarsi il bene

Riflettendo sulla preziosità della vita, Prem Rawat ha ricordato al pubblico che ogni viaggio umano inizia con un singolo respiro: un dono così costante da essere facilmente trascurato.

Nel suo discorso ha illustrato un’altra lezione senza tempo con la storia di un monaco che scrisse un insulto nella sabbia, lasciando che il vento e le onde lo cancellassero, ma scolpì un atto di gentilezza nella pietra affinché durasse nel tempo.

Il messaggio della storia era semplice: dimenticare i torti della vita e ricordare i gesti gentili. Ciò che merita di restare nel nostro cuore non sono la delusione o il rancore, ma la gratitudine, la bontà e i continui richiami alla parte migliore della nostra umanità.

La forza di volere la pace

Attingendo al suo continuo lavoro con i partecipanti al Peace Education Program, inclusi detenuti, studenti, soldati e persone in ospedali e hospice, Prem Rawat ha riflettuto su un malinteso comune che spesso condiziona il nostro modo di vedere la vita.

Molti vedono nella ricerca della pace una forma di debolezza. Per lui, invece, non è così.

Il desiderio di pace, ha spiegato, è una dei nostri più grandi punti di forza. L’aspirazione alla gioia, alla comprensione e alla conoscenza di sé stessi riflette qualcosa di molto profondo, ciò che ci rende esseri umani, non solo semplici esecutori. Piuttosto che negare quell’anelito innato, possiamo fare la scelta di abbracciarlo.

In conclusione della serata, Prem Rawat è tornato su un tema ricorrente della sua presentazione: la pace inizia da noi stessi. Riconoscendo il dono che è già presente dentro di noi e accogliendolo con gentilezza, onestà e apertura, ognuno può iniziare il viaggio verso una vita più serena, piena e gioiosa.

Celebrate 60 years of Prem Rawat's global mission to help people discover inner peace through Self-Knowledge.

Domande e risposte dalle quattro città collegate

Uno degli aspetti innovativi dell’evento di Bologna è stata la possibilità per persone di quattro città italiane di partecipare tramite una sessione di domande e risposte.

È stato durante questo vivace dialogo che Prem Rawat ha sottolineato come gli aspetti più profondi della vita non si possano comprendere solo tramite le definizioni: devono essere vissuti in prima persona.

Rispondendo a una domanda sulla vera felicità, ha spiegato che così come non si può descrivere il sapore di un mango o di un gelato, non si possono spiegare la pace o la felicità. Sono realtà che ognuno deve scoprire e provare da solo.

Quando gli è stato chiesto come si possa rimanere aperti alla pace mentre il mondo sembra remare contro, ha fatto notare che il mondo non è mai stato una fonte affidabile di appagamento duraturo. Invece di dipendere dalle circostanze esterne, ha incoraggiato le persone a riconoscere l’unica persona sempre in grado di darci aiuto: noi stessi.

Intelligenza Artificiale e comprensione umana

Per rispondere a una domanda sull’intelligenza artificiale e la sua influenza sulla verità e sulla comprensione umana, Prem Rawat ha tracciato una netta distinzione tra tecnologia e saggezza umana. Ha fatto notare che l’IA è uno strumento utile se usato in modo appropriato, paragonandola a qualsiasi altra tecnologia che serva a uno scopo pratico. Tuttavia, ha messo in guardia dal fare affidamento su di essa per ottenere risposte alle domande più profonde della vita o dal permetterle di sostituire il discernimento umano.

La tecnologia può aiutare in compiti specifici, ha affermato, ma non può sostituire l’esperienza diretta, la saggezza o la conoscenza di sé.

A man walks through a historic street in Bologna, Italy

Quando qualcuno da una delle città collegate ha chiesto come distinguere l’autentica voce interiore dalla voce dell’ego, Prem Rawat ha suggerito di prestare attenzione alla direzione in cui ciascuna voce porta. Una voce che crea maggiore confusione, complicazione o danno non è da seguire, mentre la voce che orienta verso la chiarezza, le soluzioni e la scoperta di sé merita ascolto.

Invece di guardare a influenze remote per determinare il proprio destino, ha incoraggiato le persone a riconoscere le “stelle interiori”: la luce e la saggezza già presenti dentro ogni essere umano.

Desiderare la gioia nella propria vita è la vostra forza, non la vostra debolezza. Desiderare la conoscenza nella propria vita è la vostra forza, non la vostra debolezza. Scoprire la pace interiore è la vostra forza, non la vostra debolezza. E il giorno in cui lo accetterete? Il giorno in cui lo capirete? La pace verrà a cercarvi.

— Prem Rawat

Prem Rawat speaks at a podium during his event in Bologna, Italy

Guardare avanti e guardarsi dentro

Sulla scia del successo dell’evento di Bologna, e del suo approccio innovativo nell’unire le persone intorno al tema della pace, la recente celebrazione del 60° anniversario in India, svoltasi dal 31 luglio al 2 agosto, ha ampliato questo concetto permettendo a migliaia di persone di partecipare via streaming durante incontri comunitari in tutta l’India, in Nepal, nelle Mauritius e in Malaysia. Speciali eventi locali in Italia sono già in programma per la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

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