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Intervista per Radio2000 con Irma G. e Prem Rawat, Sudafrica, aprile 2021
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Radio 2000:
“Segui i podcast di Radio 2000. Collegati a Sapore di weekend. Per ora trasmettiamo nel weekend, dalle sei alle nove del mattino.”

Irma G:
Oggi parleremo con Prem Rawat, Ambasciatore internazionale della pace. Nato in India nel 1957, tenne il suo primo discorso sulla pace all’età di quattro anni; viaggiò per tutta l’India con il padre, rivolgendosi a migliaia di persone. Nel 1971, a tredici anni, venne per la prima volta in Occidente, arrivando a Londra dove tenne un discorso al famoso Festival della musica di Glastonbury.

Quello stesso anno proseguì verso gli Stati Uniti, dove si è infine stabilito, parlando in raduni di migliaia di persone. Ciò che era iniziato come una vacanza scolastica è diventato il viaggio di tutta una vita, per ispirare le persone a scoprire e praticare la pace.

Fino ad oggi Prem, ha trascorso oltre cinquant’anni viaggiando in tutto il mondo, parlando in oltre 250 città a un pubblico di centinaia di milioni di persone. E adesso noi abbiamo l’opportunità di parlare con Prem, per conoscere il motivo del suo viaggio in Sudafrica e soprattutto per sapere come mai continua a tornare nel nostro bellissimo paese.

Prem, buongiorno e mille grazie per essere qui a parlare con noi, dedicandoci parte della tua mattinata.

Prem Rawat:
Buon giorno, è un piacere essere insieme a voi e al vostro pubblico.

Irma G:
Grazie Prem, bentornato in Sudafrica. Tu ci torni spesso [Prem: Si.] Penso che l’unica domanda da farti sia: perché? Cosa c’è in Sudafrica che ti piace tanto?

Prem Rawat:
Be’, quarantanove anni fa, quando venni in Sudafrica per la prima volta, avevo quattordici anni e rimasi molto colpito da quanto stava accadendo qui: ebbe su di me un effetto tale che ancora oggi non credo di essere riuscito a dimenticarlo. Quarantanove anni fa accadde qualcosa, e fu magico.

Irma G:
Wow! 

Prem Rawat:
Vidi che c’era una grande divisione fra le persone, tanto odio, tanto di tutto, tuttavia c’era anche tanto desiderio di essere felici, di andare avanti, di resistere. Fu molto importante per me, a quell’età, assistere a tutto questo.

Irma G:
Ora, Prem, vorrei chiederti del Programma di Educazione alla Pace: che effetto ha su coloro che lo frequentano?

Prem Rawat:
È stato assolutamente straordinario. A coloro che l’hanno frequentato, il Programma di Educazione alla Pace ha letteralmente cambiato la vita,

perché tocca le persone nel profondo del cuore: non ti insegna “come dovresti essere”; non è un corso di teatro; non è un sermone su “questo dev’essere così e quello dev’essere cosà”, ma è qualcosa che ti permette di trasformarti come essere umano, di iniziare a vedere le tue speranze, non le speranze che altri ti propongono, ma le speranze che porti dentro di te, e di andare avanti con quelle.

Perciò ha trasformato la vita di tante persone, perché è di questo che abbiamo bisogno: abbiamo bisogno di conoscere noi stessi. Noi non sappiamo chi siamo, sappiamo invece tutto il resto: grazie alla tecnologia conosciamo tutti gli altri, con un computer basta digitare qualche parola per trovare qualunque informazione su chiunque altro. [Irma G: Eppure…]

Però non troverai nulla su chi sei tu. E se non sai chi sei, a che ti giova sapere tutto il resto?

Irma G:
Questo è molto importante. È un’idea davvero interessante, perché tutti vogliamo qualcosa di diverso, tutti sappiamo di aver bisogno di qualcosa di diverso come persone, come razza umana, come Sudafricani. Ma la maggior parte di noi si aspetta che sia qualcun altro a darci la risposta. E invece, nove volte su dieci, potremmo essere noi la risposta al problema?

Prem Rawat:
Noi siamo la risposta a tutti i problemi, perché siamo noi che li creiamo, e quindi possiamo essere noi la soluzione dei nostri problemi. Il pensiero oggi prevalente è: “Qualcosa deve venire dall’esterno per aiutarci”, ma in realtà siamo noi che ci aiuteremo, alla fin fine.

Irma G:
Capisco al cento per cento. Ora, questo è il cinquantesimo anniversario dell’inizio del tuo viaggio in tutto il mondo per diffondere il tuo messaggio di pace. Quali sono stati i tuoi momenti più memorabili?

Prem Rawat:
Be’, un momento memorabile è stato di certo venire in Sudafrica, vedere le discriminazioni, ma percepire che c’era una speranza. E ovunque io sia stato, è questo che ho notato, è questo che vedo, che c’è sempre speranza, che non importa quanto la situazione sia disperata, quanto oscura possa apparire, quanto impossibile possa sembrare, c’è sempre una speranza di andare avanti.

Può trattarsi di una porta stretta, di una finestra stretta, ma non è quello il punto, il punto è andare avanti. C’è in noi una forza che ci spinge a proseguire, ma dobbiamo metterci in contatto con essa. Ecco perché è così importante sapere chi siamo.

Irma G:
Ti sento forte e chiaro. Ora Prem, in un momento in cui nel mondo c’è tanta disoccupazione, tanta ansia (e la pandemia amplifica tutto questo al massimo), che messaggio vorresti mandare ai nostri ascoltatori?

Prem Rawat:
Vorrei condividere questo particolare messaggio: “Tu sei più grande della somma dei tuoi problemi. [Irma G: Wow!] Tu sei più grande di questo piccolo virus, tu sei più grande della disoccupazione, tu sei più grande di tutte le tragedie che accadono.”

Noi ci scaviamo la fossa da soli dicendo: “Cosa mi succederà, che ne sarà di me?” Vediamo la nostra debolezza, ma non vediamo la nostra forza. La nostra forza è più grande, più grande della somma di tutti questi problemi che ci sono all’esterno.”

E so che quando sei circondato dai problemi è molto difficile vedere cosa può esserti d’aiuto, come fare per andare avanti. Ma persino in quel momento ti devi ricordare che hai dentro di te una forza così grande e potente che tutti i problemi diventano minuscoli al suo confronto.

Irma G:
Ti sento forte e chiaro. Se vi siete appena messi in ascolto, stiamo conversando con Prem Rawat, Ambasciatore internazionale della pace da quando aveva quattro anni.

Prem, il mio produttore e io ci dicevamo: “A quattro anni noi probabilmente non facevamo niente, e tu stavi già parlando della pace.” Questo per te è stato sin da allora un viaggio a cui non potevi rinunciare? È una cosa che tu sentivi di dover continuare nella tua vita, come fosse l’opera della tua vita? È tutto qui? Prem, pensi che potresti fare ancora di più?

Prem Rawat:
Cercherò di fare tutto quello che posso, perché non si può smettere. Portare un sorriso sul volto delle persone, portare la pace al cuore che veramente la merita, portare gioia a quelle persone che non hanno mai sperimentato che la gioia è un dono assolutamente senza paragoni: davvero, non ci sono paragoni.

E una volta che hai provato tutto questo, una volta che hai capito che tu puoi giocare un ruolo in tutto ciò, una piccola parte in tutto ciò, sapere che puoi farlo accadere nella vita di una persona, è davvero importante. Cambia proprio la vita.

Irma G:
Stupendo. Prem, ti ringrazio moltissimo per aver dedicato del tempo a parlare con noi questa mattina. Per concludere, c’è modo di metterci in contatto con te, se i nostri ascoltatori volessero sapere un po’ di più sul tuo viaggio degli ultimi cinquant’anni, scoprire di più sul Programma di educazione alla Pace? Come possiamo fare?

Prem Rawat:
Beh, io non ho un numero locale perché viaggio molto, [Irma G: Certo.] ma ci sono dei modi in cui si può raggiungermi, trovare questo messaggio e approfondirlo.

Irma G:
Fantastico. Andrò senz’altro a cercarmi tutte le informazioni che posso, basterà digitare quelle poche parole e cercarle su Google: come dicevi, probabilmente troverò tutte le informazioni e anche di più. Ma grazie infinite di nuovo per il tempo che ci hai dedicato stamattina, spero che passerai una bellissima giornata.

Prem Rawat:
Anche tu! Ti ringrazio tanto per avermi invitato e auguro tutto il meglio a te e ai tuoi ascoltatori.

Irma G:
Grazie, lo apprezzo molto.

Prem Rawat:
Grazie, arrivederci.

Irma G:
L’Ambasciatore internazionale della pace Prem Rawat. È una cosa folle, vero? Una cosa folle: puoi sapere tutto quello che vuoi del mondo là fuori, ma ciò di cui hai bisogno è scoprire te stesso, perché potresti essere tu il cambiamento di cui il mondo ha bisogno. (Da perderci la testa!)