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“Rifletti sull’importanza dell’esistenza, sull’importanza di avere gioia nella tua vita, sull’importanza di avere chiarezza nella tua vita, sull’importanza di avere il cuore colmo, sull’importanza di avere serenità nella tua vita, sull’importnaza di avere la sensazione di essere completo.”
— Prem Rawat

Guarda “In quarantena”, 4° giorno, un messaggio personale da Prem Rawat per questi momenti difficili. Se avete domande a cui volete che Prem Rawat dia una risposta, per favore inviatele a PremRawat.com (www.premrawat.com/it/per-iniziare/mettersi-in-contatto).

Watch Duration
1080
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Salve a tutti, qui di nuovo Prem Rawat e, non ci posso credere, è già il quarto giorno di queste trasmissioni e spero veramente che vi piacciano, a tutti voi, per quello che valgono.

Dunque, oggi vorrei parlarvi della gratitudine.

E mi posso immaginare le persone che dicono: “Cosa? Come mai parli della gratitudine? Voglio dire: guarda qua, questo mondo, questa incertezza e l’economia e non si sa cosa accadrà domani e i leader che sono in subbuglio, il paese che è in subbuglio e la società è in subbuglio; dunque cosa ci può mai essere di cui essere grati?”

Cominciamo da questo: innanzi tutto ieri, forse avete notato che nella trasmissione di ieri non c’era un video puntato su di me ma solo delle immagini. Cos’è successo? 

Beh, sapete, ho pensato che volevo fare qualcosa di meglio e allora… non so se lo sapete ma io sto usando il mio telefono per far questo e non ho tutta una grande attrezzatura, niente del genere. Ho soltanto il mio piccolo tripode e il mio telefono, non c’è niente dietro di me, sono qui in piedi e basta, non ci sono luci, questa che vedete è la luce del mattino.

Dunque che è successo? È successo questo: che per usare l’obiettivo migliore, che è dalla parte posteriore del telefono, ho girato il telefono in modo che io non mi potevo vedere, e ovviamente, per via del software che c’è dentro, non riconosce il viso, e non è che dice: “Beh, mi focalizzo su questo viso.” 

E così, dopo che ho finito ho guardato il filmato e… mamma mia, che è successo? Era tutto completamente fuori fuoco, non era bello, dunque… Però quello che avevo detto era molto spontaneo ed era bello. 

Dunque dapprima era un po’ la stessa cosa, no? “Oh Dio mio, che cosa terribile, com’è possibile? Qualcosa che vuole venire a farti a pezzi, no? Ed è come: “Ma come hai potuto fare una cosa del genere, ma che cosa stupida.” 

E poi ci ho pensato e, come dire, guarda: è fatto, hai detto qualcosa di molto bello, è venuto dal tuo cuore e allora cerchiamo di trarne il massimo.

E comunque l’ho mandato; quindi, l’ho mandato lo stesso. Ho detto: metteteci delle immagini e pubblicatelo. Perché non lo potevo ripetere, non è che stavo leggendo da uno scritto, era tutto molto spontaneo.

E mi ricorda sempre di quella storia: che dopo il Mahabharat, dopo che la grande guerra del Mahabharat era finita, Krishna andò a salutare Arjuna e disse, gli chiese: “Come va?” e Arjuna disse: “Mah, abbastanza bene, sicuramente meglio che essere in esilio, che vivere nella giungla e tutto quanto. Adesso vivo in questo palazzo e va tutto bene.” 

E Krishna disse: “Beh, c’è qualcosa che posso fare per te?” e Arjuna disse: “Mah, effettivamente, sai, tutta quella saggezza che mi hai impartito sul campo di battaglia, me la sono un po’ dimenticata cos’era; sai erano momenti piuttosto intensi. Potresti rivederla insieme a me per favore?” 

E Krishna disse: “Mah, era una cosa spontanea, non so se neanche mi ricordo cos’era.” E comunque ne ha riparlato in una versione molto compressa e piccola per Arjuna, che si chiama ‘Anugita’, la piccola Gita.

E dunque era una di queste cose… perché invece cosa faccio? Getto via questo filmato?

Ma quello che ho detto: veniva dal mio cuore, era molto genuino, molto spontaneo. Lo posso conservare in qualche modo?

Sono molto grato del fatto che sia successo. Non sono particolarmente grato del fatto che ho fatto una cosa stupida, che la telecamera ha funzionato male e che il telefono ha funzionato male. Ma sono molto grato non per quello che sarebbe dovuto accadere e non è successo, non son grato per quello, sono grato per quello che è venuto fuori dal mio cuore, per quello che ho sentito. E perché vi ho parlato del fatto di vivere consapevolmente. 

Perché è questo che vuol dire vivere consapevolmente: vedere, guardarsi intorno, avere una cognizione di quello che sta accadendo in questo mondo, così come si relaziona a te, così come si relaziona alla tua esistenza.

Perché quello che vedi lo vedi dai tuoi occhi, quello che vedi lo vedi dalla tua prospettiva, da tutto ciò che ti è accaduto, dalla somma di tutte quelle cose; tutto questo si sintonizza nella tua visione.

Dunque qualcuno che vede sempre le montagne, se vede una montagna per lui non è una gran cosa. Qualcuno che non vede mai le montagne, che vive vicino al mare, se vede una montagna è una cosa grande, come dire: “Ah, guarda, c’è una montagna!” 

E viceversa, qualcuno che vive vicino al mare guarda il mare e dice: “Beh, ecco il mare, l’oceano.” E qualcuno che non vive vicino all’oceano, magari vive vicino al deserto, quando vede l’oceano dice: “Oh guarda, l’oceano.” 

E dunque ciascuno ha una prospettiva diversa, ciascuno è un pochino diverso nel modo in cui accoglie le cose. E dunque questa vita non è obiettiva, è molto, molto soggettiva. Il modo in cui tu la percepisci, il modo in cui tu la guardi.

E dunque in effetti… come una volta sono andato in visita in una prigione ed era in Australia, la prigione Wolston. E un detenuto lì, uno dei detenuti, quando è venuto il momento delle domande e delle risposte ha detto: “Ma tu che ne sai di che cosa vuol dire? Tu non vivi qui, tu non sei in prigione.” 

E ci penso parecchio a questa cosa, perché in effetti sì, la sua prospettiva di cos’è la vita, di cos’è la libertà, di cosa sono tutte queste cose è totalmente diversa dalla mia.

Ma è così e non voglio cercare di rendere tutto obiettivo, non sto dicendo: “Sì, l’esperienza che tu hai della vita dovrebbe essere la stessa per tutti.” No, è diversa.

E quindi, poiché è diversa, la gratitudine sarà diversa per ciascuno. Ogni singola persona esprimerà il proprio ringraziamento in un modo diverso, perché la tua esperienza è diversa.

Dunque, se vivete la vita consapevolmente, riconoscerete il bisogno di conoscere voi stessi. E allora, quando riuscite a conoscere voi stessi, allora vivere la vita consapevolmente sarà diverso e la vostra gratitudine sarà diversa.

Perché la guardate da una prospettiva diversa, non la guardate allo stesso modo. 

E quella gratitudine è come un frutto che tu produci, come un albero sano. Vivere la vita consapevolmente è come un fiore. E questa esistenza è questo albero meraviglioso che fiorisce. E poi quando vivi la vita consapevolmente c’è una ricerca di essere appagati, di voler conoscere te stesso. 

E poi, quando conosci te stesso, la più meravigliosa gratitudine trabocca, e questo è il frutto. E puoi condividerlo, questo frutto, puoi condividere quella gratitudine, ciò per cui sei grato.

Dunque, puoi essere grato per il coronavirus? Non lo credo, non penso che nessuno possa essere grato per il coronavirus. Però potete essere grati per qualcos’altro e cioè perché avete questa possibilità, questa occasione di pensare, di contemplare, di comprendere, di esprimere, di sentire, di vedere.

Ed è questo che è importante: che lo potete fare. E quanto è importante la gratitudine, perché… guardate cosa significa gratitudine. Gratitudine significa che state producendo quel frutto, che il vostro cuore è pieno, che potete esprimerlo, che potete sentirlo, potete comprenderlo. 

Ecco perché la gratitudine è così importante, perché senza la gratitudine… che, sì, la gratitudine è quasi la misura della salute, se volete. Se producete quel frutto bene, bene, siete in buona salute.

E se non lo siete forse manca qualcosa, forse qualcosa non è proprio giusto. Forse non c’è l’apprezzamento, forse non comprendete cosa significa conoscere voi stessi, forse non conoscete voi stessi e il valore di conoscere voi stessi.

Perché lo vedo: come essere rinchiusi a casa e non potete uscire. Cercate di minimizzare i contatti e questo essere sociali, essere sociali. Va bene, potete guardare la televisione, ma la potete guardare solo fino a un certo punto e prima o poi sarete voi da soli con voi stessi.

Stavo guardando in televisione e parlavano di quest’uomo in un paese, un certo paese, che è stato rinchiuso in casa per tre giorni con sua moglie e con suo figlio e il quarto giorno è scappato via. Non ce la faceva più. 

Ma quando non sopportate questa cosa, quello che non sopportate veramente è qualcosa dentro di voi, perché altrimenti, se siete a vostro agio con voi stessi, potete essere a vostro agio più o meno in ogni situazione. Ma quando non siete a vostro agio con voi stessi, non importa quale sia la situazione, vi sentirete a disagio. 

Conoscere voi stessi è proprio così: vivere questa vita consapevolmente, perché è importante vedere, percepire, riconoscere i doni, ricevere i doni che ti sono stati dati. È questa la consapevolezza. Almeno per come ne parlo io, è, sì, cogliere tutto quello che hai per poter massimizzare questa esistenza. Questo essere vivi.

E se riuscite a farlo allora… ah, avete veramente catturato l’essenza. Sapete, delle volte si dice: “Che meraviglioso fotografo!” Perché questa persona è un ottimo fotografo? Perché riesce a catturare ciò che realmente accade, riesce a catturare veramente la storia.

E voi avete catturato la vostra storia, avete catturato la vostra esistenza, avete catturato il fatto che voi siete qui? E forse, delle attività quotidiane, tutte le cose che accadono nella nostra vita, non riusciamo a fare questo perché siamo troppo occupati anche solo per pensarci.

Ma ecco qui che avete questa occasione: di non fare tutte quelle cose una sopra l’altra che fate continuamente. E invece, di avere tempo per pensare, per contemplare, per meditare, per comprendere!

Per riflettere sull’importanza dell’esistenza, sull’importanza di sentire gioia nella vostra vita, l’importanza di avere chiarezza nella vostra vita, l’importanza di avere il cuore che è pieno, l’importanza di avere serenità nella vostra vita, l’importanza di avere questo sentimento di completezza, che ogni momento in cui siete vivi lo state accogliendo e state utilizzando al massimo, al massimo questo dono.

Poi quando tutto si mette insieme, quando tutti questi pezzettini del puzzle che sono sparsi dappertutto, quando fanno click, allora sgorga la gratitudine. 

E che voi siate grati nella vostra esistenza, che siate grati della vostra vita. Cosa ci può essere di più grande di questo? Se siete grati per ogni giorno che viene, cosa ci può essere di più grande di questo? Se siete grati per ogni ora che viene, cosa ci può essere di più grande?

Se voi sentite la completezza con ogni respiro, appagati, cosa ci può essere di più grande? Io non riesco a pensare a niente che possa essere più grande.

Perché la magnificenza, se apprezzata, diventa più magnifica. La magnificenza, se non apprezzata, rimane nascosta, rimane incompleta, anche se vedessimo che è meravigliosa; e lo sarà sempre.

Ogni stella, ogni granello di sabbia, tutto quello che c’è in questo mondo; ogni giorno il sole splende, arrivano le nuvole, arriva la pioggia, poi c’è il sole. Arriva l’estate, va via l’inverno, arriva l’inverno, arriva l’autunno, tutte le stagioni, tutto. E poi le vostre stagioni: che voi comprendete il microcosmo, che comprendete che c’è l’universo anche dentro di voi.

E apprezzate quell’universo, guardate quell’universo, guardate le stelle, guardate la luna, guardate il sole e guardate il vostro sole, la luce dentro al vostro cuore e vedete la vostra luna, vedete le vostre stelle, vedete il vostro universo.

Vedete la gioia che danza nel vostro cuore, la sinfonia che suona dentro di voi. La danza che avviene in voi, il gioco che avviene in voi, il film in cui sei tu, che sei il protagonista. 

Proprio come fuori, dove ci sono tutte queste telecamere, queste attrezzature stereo, volete catturare tutto quanto e “che bella registrazione!” volete risentirla e risentirla.

Eppure voi siete la vostra telecamera, tu sei l’unica telecamera del tuo universo interiore e se riesci a catturarlo, se lo apprezzi, allora verrà la gratitudine. 

Proprio come quando senti una bella musica e vuoi danzare a quella musica e ti piace, sorridi e ti ci perdi dentro e ti senti così bene. Quando catturi il tuo universo interiore, allora accade questo. Questa è la gratitudine. Allora tutto diventa vivo. 

Io posso continuare a parlare, suppongo, ma il punto è che se lo avete sperimentato, se lo avete mai, mai sperimentato, anche una quantità minuscola, sapete di cosa sto parlando. Se non lo avete sperimentato non avrà molto senso, sono soltanto chiacchiere. 

Spero che inviate delle domande a premrawat.com e, ovviamente, se volete mandare delle domande a TimelessToday va perfettamente bene, tanto mi arriveranno.

E aspetto volentieri queste domande. Ho tante domande che mi sono state già mandate però ho pensato che, di nuovo, questa è una circostanza unica e in queste circostanze magari le persone hanno delle domande diverse. Dunque vorrei rispondere a queste domande come meglio posso.

E la cosa più importante è, ragazzi, state in buona salute, state bene e state al sicuro e, soprattutto, siate.

Vi ringrazio molto e ci vediamo presto